Compensi extra e intracranici nelle steno-ostruzioni dei vasi cerebrali. Ruolo degli US

I meccanismi che vengono attivati in caso di ostruzione di un’arteria cerebrale sono tre: 1) compensi anatomici; 2) autoregolazione cerebrale; 3) aggiustamenti metabolici del tessuto cerebrale. 

Per quanto riguarda i compensi anatomici in caso di ostruzione (o stenosi emodinamica) di un’arteria con caduta pressoria a valle, si verifica un «compenso» dipendente dai valori pressori, con modifica delle direzioni di flusso in altri vasi. I principali compensi anatomici avvengono attraverso tre livelli anastomotici: 1) poligono di Willis; 2) circoli collaterali cervicali; 3) arterie corticali.  

Inoltre, in caso di riduzione della pressione di perfusione si ha, per il meccanismo di autoregolazione cerebrale, una vasodilatazione con caduta delle resistenze periferiche e conseguente aumento del flusso ematico.  

Infine, quando la vasodilatazione compensatoria è massima, ogni ulteriore diminuzione della pressione di perfusione porta ad una caduta del flusso ematico cerebrale. La riserva emodinamica è, dunque, esaurita: a questo punto la diminuzione di flusso può essere compensata solo mediante aggiustamenti metabolici del tessuto cerebrale con un aumento del tasso di estrazione di O2.

Gli US rappresentano una tecnica sensibile per la valutazione dei circoli collaterali attraverso il poligono di Willis e le arterie cervicali nei pazienti con ostruzione dei vasi cerebrali extracranici, con possibili importanti ricadute prognostico/terapeutiche.

 

Compensi extra e intracranici nelle steno-ostruzioni dei vasi cerebrali. Ruolo degli US

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